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Guida pratica

Assemblea mista: in presenza e a distanza insieme

L'assemblea mista, o ibrida, riunisce nella stessa seduta condòmini presenti in sala e condòmini collegati in videoconferenza. È una modalità pienamente ammessa: l'art. 66 disp. att. c.c. consente la partecipazione a distanza con il consenso della maggioranza dei condòmini, senza imporre che tutti scelgano lo stesso canale. La sfida organizzativa è garantire che chi è collegato da remoto abbia le stesse possibilità di chi è in sala: sentire e vedere la discussione, intervenire e votare in modo riconoscibile. Con una regia attenta, l'assemblea mista unisce la comodità del collegamento a distanza alla presenza fisica di chi preferisce partecipare di persona.

Quando conviene l'assemblea mista

L'assemblea mista è utile nei condomìni dove convivono condòmini che apprezzano la partecipazione in presenza e altri, magari residenti altrove o con difficoltà a spostarsi, che preferiscono collegarsi da remoto. Offrire entrambe le opzioni tende ad aumentare la partecipazione complessiva.

La modalità mista richiede però un allestimento adeguato della sala: una postazione con telecamera e microfono che riprenda chi parla in presenza e diffonda l'audio dei collegati, così che le due componenti dell'assemblea comunichino davvero tra loro.

Il consenso e la convocazione

Anche per l'assemblea mista vale il presupposto dell'art. 66 disp. att. c.c.: la partecipazione a distanza richiede il consenso della maggioranza dei condòmini, salvo che il regolamento la preveda già. Il consenso riguarda la possibilità di collegarsi da remoto, non l'obbligo di farlo.

La convocazione indica sia il luogo fisico della riunione sia la piattaforma per il collegamento a distanza, con le istruzioni di accesso. Ogni condòmino sceglie come partecipare. I termini restano quelli ordinari: avviso almeno cinque giorni prima della prima convocazione.

  • Consenso della maggioranza alla partecipazione a distanza
  • Convocazione con luogo fisico e piattaforma
  • Libertà di scelta del canale per ciascun condòmino
  • Termini ordinari di convocazione

Garantire parità di intervento

Il principio cardine dell'assemblea mista è la parità: chi è collegato da remoto deve poter seguire la discussione e intervenire come chi è in sala. Il presidente gestisce la parola tenendo conto di entrambi i gruppi, evitando che i collegati restino spettatori passivi.

Serve una regia che dia voce a chi è a distanza: il presidente o un collaboratore verifica le richieste di intervento provenienti dalla piattaforma e le alterna a quelle in sala. Un buon impianto audio e video è la condizione tecnica perché questa parità sia reale e non solo formale.

Presenze, quorum e voto

All'apertura si accerta l'identità di tutti i partecipanti, in sala e collegati, e si verifica il quorum costitutivo sommando i millesimi complessivi. I condòmini a distanza concorrono al quorum esattamente come quelli presenti fisicamente.

Le votazioni vanno condotte con un metodo che permetta di raccogliere in modo unitario i voti dei due gruppi. Si può procedere per appello nominale, chiamando sia i presenti sia i collegati, così da attribuire ogni voto al condòmino con i relativi millesimi. L'importante è che il conteggio sia unico e coerente.

Il verbale dell'assemblea mista

Il verbale dà atto della natura mista della seduta, distinguendo i presenti in sala dai collegati in videoconferenza e indicando i millesimi di ciascuno. Si annotano la piattaforma usata, l'accertamento delle identità e le eventuali disconnessioni.

Redatto dal segretario e firmato dal presidente, il verbale va trasmesso all'amministratore e a tutti i condòmini con le formalità della convocazione, comprese le formalità previste per la componente in videoconferenza dall'art. 66 disp. att. c.c.

Organizzare l'assemblea mista con AmministraPro

Coordinare presenze in sala e collegamenti a distanza, con un unico conteggio di millesimi e voti, è più semplice quando convocazione, elenco dei presenti e verbale sono nello stesso gestionale. AmministraPro aiuta a gestire l'assemblea mista mantenendo un quadro unitario di partecipazione e votazioni.

Le funzioni per le assemblee sono descritte alla pagina /funzioni, mentre i piani e i prezzi sono consultabili alla pagina /prezzi.

Domande frequenti

È ammessa un'assemblea con alcuni in presenza e altri a distanza?

Sì. L'art. 66 disp. att. c.c. consente la partecipazione a distanza con il consenso della maggioranza dei condòmini, senza imporre che tutti usino lo stesso canale. L'assemblea mista è pienamente valida, purché chi è collegato abbia le stesse possibilità di intervento e voto di chi è in sala.

Serve il consenso di tutti per l'assemblea mista?

No. Serve il consenso della maggioranza dei condòmini alla possibilità di partecipare a distanza, salvo che il regolamento la preveda già. Il consenso riguarda la modalità telematica come opzione: ogni condòmino resta poi libero di scegliere se partecipare in presenza o collegarsi da remoto.

I condòmini a distanza contano per il quorum?

Sì. I condòmini collegati in videoconferenza concorrono al quorum costitutivo e deliberativo esattamente come quelli presenti in sala. All'apertura si sommano i millesimi di tutti i partecipanti, indipendentemente dal canale, e si verifica il raggiungimento delle maggioranze dell'art. 1136 del Codice civile.

Come si garantisce la parità tra chi è in sala e chi è collegato?

Con una regia attenta e un buon impianto audio e video. Il presidente gestisce la parola alternando gli interventi dei presenti a quelli dei collegati, verificando le richieste che arrivano dalla piattaforma. Chi è a distanza deve poter seguire la discussione e intervenire senza restare spettatore passivo.

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