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Costi e ROI

Come calcolare il ROI di un gestionale per lo studio

Il ritorno dell'investimento di un software gestionale non si misura confrontando il canone con il costo apparente del foglio di calcolo, che sembra gratuito ma non lo è. Il ROI si calcola mettendo a valore ciò che il software libera: ore di lavoro ricorrente, errori contabili evitati, contestazioni assembleari ridotte e mandati che si possono acquisire senza assumere. Per uno studio di amministrazione condominiale il calcolo è alla portata di chiunque, purché si parta dal costo orario reale del personale e si stimino con onestà le ore assorbite oggi dalle attività ripetitive. Questa guida propone un metodo passo passo, con le voci da misurare e gli errori di valutazione più comuni, per capire in quanto tempo un gestionale si ripaga davvero.

Voci da misurare per il calcolo del ROI

  1. Costo orario medio del personale di studio, dato retributivo lordo diviso per le ore lavorate
  2. Ore mensili dedicate oggi alla predisposizione dei rendiconti annuali e dei riparti
  3. Ore mensili per convocazioni, verbali e gestione delle assemblee
  4. Ore mensili per solleciti di morosità e riconciliazione degli incassi
  5. Numero di errori contabili l'anno che generano rielaborazioni o contestazioni
  6. Costo del canone software su base annua, comprensivo di eventuali moduli
  7. Numero di nuovi mandati acquisibili con il tempo liberato, senza assumere
  8. Costo indiretto delle richieste di accesso agli atti ex art. 1130-bis del Codice civile

Partire dal costo orario reale

Il primo dato è il costo orario del lavoro di studio. Non è la tariffa fatturata al condominio, ma il costo interno: per un collaboratore si ottiene dividendo la retribuzione lorda annua, comprensiva di oneri, per le ore effettivamente lavorate nell'anno. Per il titolare si usa una stima del valore del proprio tempo, cioè quanto vale un'ora impiegata su attività a valore invece che su compiti ripetitivi.

Questo numero è la chiave del calcolo, perché ogni ora risparmiata dal software vale esattamente quel costo orario. Sottostimarlo porta a giudicare non conveniente un investimento che invece si ripaga: il tempo di uno studio è la sua risorsa più scarsa e il costo del lavoro è quasi sempre la voce più pesante del bilancio interno.

Misurare le ore assorbite dalle attività ricorrenti

Il secondo passo è quantificare le ore che oggi finiscono nelle attività ripetitive e standardizzabili. Sono queste che un gestionale comprime, perché automatizza calcoli e produzione documentale che a mano richiedono controlli riga per riga.

  • Rendiconti annuali e stato patrimoniale conformi all'art. 1130-bis del Codice civile.
  • Riparto delle spese per millesimi differenti nello stesso stabile (proprietà, scale, riscaldamento).
  • Convocazioni, ordini del giorno e verbali di assemblea ai sensi degli art. 66 e 67 delle disposizioni di attuazione.
  • Solleciti di morosità, piani di rientro e monitoraggio degli incassi.
  • Riconciliazione dei movimenti sul conto corrente condominiale ex art. 1129 del Codice civile.
  • Predisposizione dei documenti per l'accesso agli atti richiesto dai condòmini.

Dare valore agli errori evitati

Il ROI non è solo tempo. Un rendiconto con causali e riparti tracciabili riduce gli errori contabili e le conseguenti rielaborazioni, che costano ore e credibilità. Ogni errore in un riparto o in un saldo tende a emergere in assemblea, dove genera contestazioni, richieste di verifica e talvolta impugnazioni della delibera di approvazione del bilancio.

Per stimare questa voce si conta quante volte l'anno un errore ha richiesto di rifare un documento o gestire una contestazione, e si moltiplica per le ore mediamente spese a rimediare. È un costo reale che oggi resta invisibile perché diluito nell'attività quotidiana, ma che pesa sul margine dello studio esattamente come una fattura.

Il valore della capacità aggiuntiva

L'ultima voce, spesso la più significativa, è la capacità di crescere senza costi fissi aggiuntivi. Il tempo liberato dalle attività ripetitive può essere reinvestito nell'acquisizione di nuovi mandati. Se uno studio recupera ore sufficienti a gestire alcuni condomini in più senza assumere, il valore di quei mandati aggiuntivi va sommato al ROI, perché è reddito reso possibile dal software.

Questo è il punto in cui l'investimento smette di essere un costo e diventa una leva: non si tratta solo di spendere meno tempo sulle stesse pratiche, ma di poterne gestire di più con la stessa struttura.

La formula pratica e il punto di pareggio

Il calcolo finale è semplice. Si sommano il valore delle ore risparmiate al mese (ore risparmiate per costo orario), il valore degli errori evitati e l'eventuale margine dei nuovi mandati. Da questo totale si sottrae il canone mensile del software. Quando il risultato è positivo, l'investimento si ripaga e il punto di pareggio è già superato.

Conviene rifare il calcolo dopo alcuni mesi di utilizzo, perché la stima iniziale delle ore risparmiate è quasi sempre prudente e il tempo effettivamente liberato tende a superarla man mano che i processi si standardizzano. AmministraPro, con un canone che include aggiornamenti normativi e assistenza, rende questo calcolo affidabile perché la spesa resta prevedibile mese per mese: i piani e le funzionalità utili a stimare il ritorno sono descritti nelle pagine dedicate a funzionalità e prezzi del sito.

Domande frequenti

Qual è il modo più semplice per calcolare il ROI di un gestionale?

Si stima il costo orario reale del personale di studio, si moltiplica per le ore risparmiate al mese su attività ricorrenti come rendiconti, verbali e riparti, si aggiunge il valore degli errori evitati e si sottrae il canone mensile del software. Se il risultato è positivo, l'investimento si ripaga. Il calcolo diventa più affidabile rifacendolo dopo qualche mese di utilizzo reale.

Perché il foglio di calcolo gratuito ha comunque un costo?

Perché il tempo speso a mantenerlo non è gratuito. Riparti per millesimi differenti, rendiconti conformi all'art. 1130-bis del Codice civile e riconciliazioni fatte a mano richiedono ore di lavoro e controlli riga per riga, oltre a esporre a un rischio di errore più alto. Quel tempo, valorizzato al costo orario dello studio, è il vero prezzo nascosto del foglio di calcolo.

Come si valorizzano gli errori evitati nel calcolo del ritorno?

Si conta quante volte l'anno un errore contabile ha richiesto di rifare un documento o gestire una contestazione in assemblea, e si moltiplica per le ore mediamente spese a rimediare, valorizzate al costo orario. È un costo reale ma invisibile, perché oggi si confonde con l'attività quotidiana. Ridurlo con riparti e causali tracciabili è parte concreta del ROI.

Il ROI include la possibilità di acquisire nuovi mandati?

Sì, ed è spesso la voce più importante. Il tempo liberato dalle attività ripetitive può essere reinvestito nell'acquisizione di nuovi condomini senza assumere personale. Il margine dei mandati aggiuntivi resi possibili dal software va sommato al ritorno, perché rappresenta reddito che senza l'automazione lo studio non avrebbe potuto generare con la stessa struttura.

In quanto tempo un software gestionale si ripaga?

Non esiste un tempo unico, perché dipende dal numero di condomini gestiti e dalle ore oggi assorbite dalle attività ripetitive. Il metodo è confrontare mese per mese il valore del tempo liberato con il canone: quando il primo supera il secondo il pareggio è raggiunto. Con un canone prevedibile come quello di AmministraPro, descritto nelle pagine funzionalità e prezzi, il calcolo resta stabile e verificabile.

Prova AmministraPro

Contabilità, ripartizioni millesimali, assemblee, comunicazioni e intelligenza artificiale in un unico software italiano, conforme a UNI 10801 e GDPR.