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Guida pratica

Come gestire i pluviali e le grondaie del condominio

Pluviali e grondaie fanno parte del sistema di smaltimento delle acque meteoriche dell'edificio e, salvo diversa indicazione nel titolo, rientrano tra le parti comuni ai sensi dell'articolo 1117 del Codice civile perché sono necessarie all'uso comune del fabbricato. La loro cura non è un dettaglio estetico: una grondaia intasata o un pluviale corroso convogliano l'acqua contro le facciate, i balconi e i muri perimetrali, con infiltrazioni che possono coinvolgere sia parti comuni sia unità private. Questa guida spiega come impostare una manutenzione programmata, come si ripartiscono le spese tra i condomini, cosa fare quando emergono infiltrazioni e come comportarsi in caso di sinistro, con indicazioni utili per l'amministratore che deve pianificare interventi e comunicare con l'assemblea.

Pluviali e grondaie come parti comuni: cosa dice l'articolo 1117

L'articolo 1117 del Codice civile elenca tra le parti comuni gli impianti idrici e di scarico fino al punto di diramazione alle singole unità immobiliari, e per analogia la giurisprudenza riconduce a questa categoria anche i sistemi di raccolta e smaltimento delle acque piovane quando servono l'edificio nel suo complesso. Pluviali, grondaie, canali di gronda e pozzetti di raccolta sono quindi normalmente comuni, salvo che un pluviale serva in modo esclusivo una sola unità immobiliare, ad esempio un terrazzo di proprietà esclusiva non comunicante con altre coperture, caso in cui la manutenzione può gravare sul singolo proprietario.

È l'amministratore che deve verificare, leggendo il regolamento condominiale e il titolo di acquisto degli immobili, se esistono deroghe alla presunzione di comunione. In assenza di indicazioni contrarie, la gestione ordinaria e straordinaria di questi elementi rientra tra i compiti dell'amministratore ai sensi dell'articolo 1130, che deve curarne la conservazione e proporre gli interventi necessari.

Manutenzione ordinaria e straordinaria: cosa programmare

La manutenzione ordinaria consiste principalmente nella pulizia periodica di grondaie e pluviali dalle foglie, dai detriti e dai nidi di volatili, da effettuare almeno una o due volte l'anno a seconda della vegetazione circostante e dell'esposizione dell'edificio: prima dell'autunno, per liberare i canali prima delle piogge intense, e in primavera, dopo la caduta delle foglie residue.

Gli interventi di manutenzione straordinaria riguardano invece la sostituzione di tratti ammalorati, il ripristino delle giunzioni, il trattamento della corrosione su pluviali metallici e l'adeguamento dei sistemi di scarico quando risultano sottodimensionati rispetto alle nuove intensità di pioggia. Questi lavori, se superano l'ordinaria amministrazione, richiedono una delibera assembleare con le maggioranze previste dall'articolo 1136.

Un controllo visivo periodico, anche non tecnico, aiuta a individuare per tempo segni di deterioramento: macchie di umidità sotto le grondaie, distacchi di staffe, ruggine diffusa o rigonfiamenti delle guaine di raccordo. Documentare questi controlli con foto e verbali facilità anche la programmazione dei lavori nel piano di manutenzione dell'edificio.

Ripartizione delle spese tra i condomini

La regola generale per le parti comuni previste dall'articolo 1117 è la ripartizione in base ai millesimi di proprietà generale, secondo l'articolo 1123 primo comma, salvo che il regolamento condominiale preveda criteri diversi legittimamente adottati.

Quando pluviali e grondaie servono solo una porzione dell'edificio, ad esempio un singolo corpo di fabbrica in un complesso articolato su più scale o edifici, si applica il criterio dell'articolo 1123 terzo comma: la spesa grava solo sui condomini che traggono utilità da quella parte di impianto, individuati in base ai millesimi della porzione servita e non sull'intero condominio.

È compito dell'amministratore predisporre il piano di riparto corretto in sede di rendiconto, motivando in assemblea il criterio applicato quando la ripartizione non è uniforme su tutto l'edificio, per evitare contestazioni successive da parte dei condomini esclusi o inclusi nella spesa.

Infiltrazioni: individuazione della causa e responsabilità

Quando si manifesta un'infiltrazione riconducibile a pluviali o grondaie, il primo passo è individuare con certezza la causa tecnica prima di attribuire la responsabilità e quindi la spesa: un pluviale comune che perde in corrispondenza di una giunzione ha un trattamento diverso da un difetto di impermeabilizzazione del balcone privato che si aggancia allo stesso sistema di scarico.

Se la causa è riconducibile a un difetto di manutenzione delle parti comuni, la responsabilità e la relativa spesa di riparazione, oltre all'eventuale risarcimento del danno subito dal condomino, ricadono sul condominio secondo l'articolo 1123. Se invece l'infiltrazione origina da un intervento privato non autorizzato, ad esempio la modifica di uno scarico da parte di un condomino senza il consenso dell'assemblea, la responsabilità resta individuale.

È opportuno che l'amministratore richieda una perizia tecnica nei casi dubbi, in modo da avere un accertamento imparziale della causa prima di procedere con la ripartizione delle spese di riparazione, riducendo il rischio di impugnazioni della delibera.

Sinistri e assicurazione: come muoversi

Quando l'infiltrazione causa un danno significativo, ad esempio a un'unità immobiliare privata, e il condominio ha una polizza globale fabbricati, l'amministratore deve aprire tempestivamente il sinistro comunicando alla compagnia data, causa presunta e danni riscontrati, allegando la documentazione fotografica raccolta.

È consigliabile non intervenire in modo definitivo sulle parti danneggiate prima del sopralluogo del perito assicurativo, salvo gli interventi urgenti indispensabili a evitare l'aggravarsi del danno, che vanno comunque documentati.

Una gestione ordinata di questi eventi, dalla programmazione della manutenzione alla tracciabilità di segnalazioni e sinistri, è più semplice con un software gestionale dedicato al condominio: AmministraPro permette di registrare le segnalazioni dei condomini, programmare gli interventi di manutenzione e tenere il rendiconto delle spese di riparazione in un unico ambiente, riducendo il rischio di dimenticare scadenze o di perdere la documentazione utile in caso di contestazione.

Domande frequenti

Le grondaie e i pluviali sono sempre parti comuni?

Nella maggior parte dei casi sì, perché l'articolo 1117 del Codice civile riconduce alle parti comuni gli impianti di scarico e raccolta acque necessari all'uso comune dell'edificio. Fa eccezione il caso in cui un pluviale serva esclusivamente un'unità immobiliare di proprietà privata, non collegata al sistema di smaltimento comune: in questa ipotesi la manutenzione può gravare sul singolo proprietario. È sempre necessario verificare il regolamento condominiale e il titolo di acquisto per escludere deroghe specifiche prima di attribuire la spesa in modo automatico ai millesimi generali.

Come si ripartiscono le spese di sostituzione di una grondaia che serve solo un corpo di fabbrica?

Si applica l'articolo 1123 terzo comma del Codice civile: quando una parte comune, come una grondaia o un pluviale, serve solo una porzione dell'edificio, la spesa grava esclusivamente sui condomini che ne traggono utilità, in proporzione ai millesimi della porzione servita, e non sull'intero condominio. L'amministratore deve individuare correttamente quali unità sono servite dall'impianto e motivare in assemblea il criterio di riparto adottato per evitare contestazioni da parte dei condomini esclusi dalla spesa.

Chi paga se un'infiltrazione danneggia un appartamento privato per colpa di un pluviale comune non manutenuto?

Se la causa dell'infiltrazione è un difetto di manutenzione di una parte comune, come un pluviale o una grondaia condominiale, la responsabilità e i costi di riparazione, oltre all'eventuale risarcimento del danno subito dal condomino, ricadono sul condominio secondo il criterio di ripartizione dell'articolo 1123. È opportuno che l'amministratore faccia accertare la causa tecnica con una perizia prima di procedere, in modo da distinguere un difetto delle parti comuni da un intervento privato non autorizzato che sposterebbe la responsabilità sul singolo condomino.

Ogni quanto vanno pulite le grondaie di un condominio?

Non esiste un obbligo normativo con una cadenza fissa, ma la buona pratica manutentiva suggerisce almeno un intervento di pulizia all'anno, preferibilmente prima dell'autunno per liberare i canali dalle foglie prima delle piogge più intense, con un secondo controllo in primavera se l'edificio è circondato da vegetazione abbondante. L'amministratore può programmare questi interventi nel piano di manutenzione annuale e documentarli, così da poter dimostrare la diligenza nella gestione in caso di contestazioni o sinistri.

Serve una delibera assembleare per sostituire un tratto di pluviale danneggiato?

Dipende dalla natura dell'intervento: una riparazione puntuale e urgente rientra spesso nei poteri di ordinaria amministrazione dell'amministratore ai sensi dell'articolo 1130, soprattutto se necessaria per evitare un danno incombente. Una sostituzione integrale o un intervento di adeguamento più ampio, che comporta una spesa rilevante, richiede invece una delibera assembleare con le maggioranze previste dall'articolo 1136. Nei casi dubbi conviene comunque informare tempestivamente l'assemblea per condividere la decisione.

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