Guida pratica
Come gestire l'astensione in assemblea
In assemblea condominiale l'astensione è una posizione di voto autonoma, distinta dal favorevole e dal contrario, e ha effetti concreti sul calcolo del quorum deliberativo previsto dagli articoli 1136 e 1138 del codice civile. Un errore frequente è considerare l'astenuto come assente o come contrario, con conseguenze dirette sulla validità della delibera. Questa guida spiega come si computa l'astensione ai fini del quorum, come si registra correttamente nel verbale, quali prassi adottare in assemblea e come strumenti gestionali come AmministraPro possono aiutare l'amministratore a tenere il conteggio corretto in tempo reale durante la seduta.
Cosa significa astenersi e perché non equivale al voto contrario
L'astensione è la scelta del condomino presente in assemblea di non esprimere né un voto favorevole né un voto contrario sulla delibera in discussione. È una posizione legittima, spesso dovuta a un conflitto di interessi, a informazioni ritenute insufficienti o alla volontà di non prendere posizione su temi controversi come lavori straordinari o modifiche del regolamento.
La differenza rispetto al voto contrario è sostanziale ai fini del calcolo: mentre il voto contrario riduce direttamente la quota di consenso necessaria a raggiungere la maggioranza, l'astensione va computata separatamente perché il condomino resta presente e partecipa al calcolo del quorum costitutivo, ma non contribuisce né al numero dei favorevoli né a quello dei contrari.
Effetti sul quorum deliberativo secondo l'articolo 1136 del codice civile
L'articolo 1136 del codice civile fissa le maggioranze richieste sia per la validità della costituzione dell'assemblea (quorum costitutivo) sia per l'approvazione delle delibere (quorum deliberativo), espresse in numero di intervenuti e valore in millesimi.
Il condomino astenuto conta per il quorum costitutivo, perché è presente e viene computato tra gli intervenuti in termini di teste e di millesimi. Non conta invece come voto favorevole: se la delibera richiede la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell'edificio, l'astensione non contribuisce a raggiungere quella soglia, e un numero elevato di astenuti può quindi far mancare il quorum deliberativo pur in presenza di un numero sufficiente di partecipanti alla riunione.
In pratica, più condomini si astengono, più si restringe la base dei millesimi favorevoli disponibili per approvare la delibera: è un errore comune ritenere che l'astensione sia neutra, quando invece può essere decisiva per il mancato raggiungimento della maggioranza richiesta.
- Astenuto: conta per il quorum costitutivo (presenza), non conta come favorevole né come contrario
- Assente: non conta né per il quorum costitutivo né per quello deliberativo
- Contrario: conta per il quorum costitutivo e riduce la possibilità di raggiungere la maggioranza richiesta
Come calcolare correttamente il quorum con astenuti presenti
Il calcolo corretto richiede di tenere separati tre insiemi: i millesimi complessivi degli intervenuti (quorum costitutivo), i millesimi dei voti favorevoli e i millesimi dei voti contrari. Gli astenuti restano nel primo insieme ma non alimentano né il secondo né il terzo.
Per verificare se una delibera è approvata occorre confrontare i millesimi favorevoli con la soglia richiesta dall'articolo 1136 per quel tipo di decisione, che varia a seconda che si tratti di amministrazione ordinaria, innovazioni, opere di manutenzione straordinaria o modifiche del regolamento condominiale.
Nella pratica dello studio, tenere un foglio di calcolo aggiornato in tempo reale durante l'assemblea riduce il rischio di errori: software gestionali come AmministraPro permettono di registrare in seduta il voto di ciascun condomino, incluse le astensioni, e calcolano automaticamente sia il quorum costitutivo sia quello deliberativo in base ai millesimi di proprietà caricati in anagrafica.
La verbalizzazione dell'astensione: cosa deve riportare il verbale
Il verbale di assemblea deve dare atto puntualmente di chi si è astenuto, con nome del condomino e millesimi corrispondenti, non limitandosi a un generico conteggio numerico dei favorevoli e dei contrari.
Questa precisione ha un valore concreto in caso di impugnazione della delibera ai sensi dell'articolo 1137 del codice civile: un verbale che non distingue chiaramente astenuti, contrari e assenti può essere contestato per genericità e rendere difficile ricostruire se il quorum deliberativo sia stato effettivamente raggiunto.
È buona prassi che il verbale riporti, per ogni delibera, il totale dei millesimi favorevoli, contrari e astenuti separatamente, oltre all'esito finale (approvata o non approvata), così che chiunque legga il documento possa verificare autonomamente il calcolo.
Prassi consigliate durante la seduta assembleare
Alcune accortezze operative aiutano l'amministratore a gestire correttamente le astensioni senza rallentare la seduta.
Chi si occupa della verbalizzazione dovrebbe registrare il voto condomino per condomino su ogni delibera, non solo il totale aggregato, così da poter ricostruire in ogni momento chi ha votato cosa. Una gestione digitale del registro dei condomini, con i millesimi già caricati, permette di calcolare la soglia richiesta senza dover fare i conti a mano durante la discussione, riducendo tempi morti e contestazioni successive.
- Chiedere sempre conferma esplicita di chi si astiene, non dedurla dal silenzio
- Registrare astensione, favorevole e contrario separatamente per ogni delibera
- Riportare nel verbale i millesimi di ciascuna posizione, non solo il numero di teste
- Verificare il quorum deliberativo prima di dichiarare approvata la delibera, non dopo
Domande frequenti
L'astenuto conta per il quorum costitutivo dell'assemblea?
Sì. Il condomino che si astiene è comunque presente in assemblea, quindi viene conteggiato tra gli intervenuti sia in numero di teste sia in millesimi ai fini del quorum costitutivo previsto dall'articolo 1136 del codice civile. Ciò che cambia è il suo apporto al quorum deliberativo: non essendo né favorevole né contrario, non contribuisce al raggiungimento della maggioranza richiesta per approvare la delibera.
Un'astensione può far bocciare una delibera anche se nessuno vota contro?
Sì, ed è un effetto spesso sottovalutato. Se la delibera richiede una determinata soglia di millesimi favorevoli e diversi condomini si astengono, i voti favorevoli effettivamente raccolti possono restare sotto quella soglia anche in assenza di voti contrari espliciti, con la conseguenza che la delibera non risulta approvata.
Come si deve verbalizzare correttamente l'astensione?
Il verbale deve riportare, per ciascuna delibera, l'elenco dei condomini astenuti con i relativi millesimi, distinguendoli chiaramente da favorevoli e contrari, oltre al totale dei millesimi per ciascuna posizione e all'esito finale della votazione. Una verbalizzazione generica che non separa queste categorie espone la delibera a contestazioni in caso di impugnazione ai sensi dell'articolo 1137 del codice civile.
Il condomino assente e quello astenuto vengono trattati allo stesso modo nel calcolo?
No. L'assente non viene conteggiato né per il quorum costitutivo né per quello deliberativo, perché semplicemente non partecipa alla seduta. L'astenuto invece è presente e viene conteggiato nel quorum costitutivo con i propri millesimi, pur non contribuendo ai voti favorevoli o contrari. Confondere le due situazioni porta a un calcolo errato del numero di partecipanti alla riunione.
Un software di gestione condominiale può aiutare a calcolare il quorum con le astensioni?
Sì. Software gestionali come AmministraPro consentono di caricare i millesimi di proprietà in anagrafica e di registrare durante la seduta il voto puntuale di ciascun condomino, incluse le astensioni, calcolando automaticamente sia il quorum costitutivo sia quello deliberativo per ogni delibera, riducendo il margine di errore rispetto al calcolo manuale.
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