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Normativa pratica

Come gestire la TARI del condominio

La TARI, la tassa sui rifiuti che finanzia il servizio di raccolta e smaltimento gestito dal comune, in condominio genera spesso equivoci perché coinvolge sia le unità immobiliari private sia gli spazi comuni. A differenza delle spese condominiali ordinarie disciplinate dal codice civile, la TARI è un tributo locale con un proprio regolamento comunale, che stabilisce superfici imponibili, categorie di utenza e riduzioni. L'amministratore non è soggetto passivo d'imposta per gli appartamenti (che restano in capo a proprietari o occupanti), ma lo diventa per le parti comuni con autonoma rilevanza reddituale e per l'eventuale alloggio del portiere. Questa guida chiarisce chi paga cosa, come si tratta l'alloggio del portiere e quali adempimenti servono per evitare accertamenti e liti tra condomini.

Chi è soggetto passivo della TARI in condominio

La TARI colpisce chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti urbani. Per gli appartamenti privati, il soggetto passivo è il proprietario se l'unità è libera o abitata da lui stesso, oppure l'occupante (inquilino, comodatario) se l'immobile è locato o concesso in comodato per un periodo superiore a sei mesi nell'anno solare. In caso di locazione breve resta obbligato il proprietario.

L'amministratore di condominio non paga la TARI per conto dei singoli condomini sugli appartamenti: il rapporto tributario per le unità private corre direttamente tra ciascun titolare e il comune, che emette gli avvisi di pagamento individualmente. L'amministratore interviene invece come soggetto passivo per le parti comuni dell'edificio che hanno autonoma capacità di produrre rifiuti e non sono attribuibili in via esclusiva a un singolo condomino.

Parti comuni: quando il condominio è soggetto d'imposta

Per le parti comuni condominiali di maggiori dimensioni, come locali destinati a portineria, sale comuni, autorimesse condominiali o locali per la lavanderia comune, il regolamento IUC (Imposta Unica Comunale, di cui la TARI è componente) prevede che il soggetto passivo sia il condominio in quanto tale, rappresentato dall'amministratore. In questi casi il comune emette l'avviso di pagamento intestato al condominio e l'importo va ripartito tra i condomini secondo i criteri stabiliti dal regolamento comunale, che tipicamente combina metri quadrati e numero di occupanti.

Le parti comuni di modesta entità e servienti (androni, scale, pianerottoli, tetti) sono generalmente escluse dalla tassazione perché non idonee a produrre rifiuti in modo autonomo: il regolamento comunale definisce puntualmente quali locali condominiali sono imponibili, ed è quindi opportuno verificarlo prima di impostare i conteggi.

L'amministratore deve conservare la delibera assembleare che autorizza il pagamento e la successiva ripartizione, e documentare l'importo versato nel rendiconto annuale come voce di spesa comune, distinta dalle spese dei singoli condomini per i propri appartamenti.

L'alloggio del portiere: un caso particolare

L'alloggio del portiere, quando esiste ed è occupato stabilmente da un custode dipendente del condominio, è tassato come un'unità abitativa a sé stante. Se l'alloggio è assegnato al portiere come parte della retribuzione in natura, il soggetto passivo tende a essere identificato nel condominio, che quindi versa la TARI su quella superficie e la include tra le spese comuni ripartite secondo i millesimi generali di proprietà, salvo diversa previsione del regolamento condominiale (art. 1123 codice civile sulle spese di conservazione e godimento delle parti comuni).

Se invece l'alloggio non è più occupato dal portiere (per esempio dopo la cessazione del servizio di portierato) ma resta vuoto o viene destinato ad altro uso deliberato dall'assemblea, la posizione tributaria va rivista comunicando al comune il cambio di destinazione, per evitare di continuare a pagare una tariffa non più corrispondente all'uso reale.

Criteri di ripartizione tra i condomini

Quando la TARI è dovuta dal condominio per parti comuni o per l'alloggio del portiere, la ripartizione tra i condomini segue di regola i millesimi di proprietà generale, in coerenza con il criterio dell'art. 1123 del codice civile per le spese non riconducibili a un uso differenziato. L'assemblea può però deliberare un criterio diverso, per esempio proporzionale all'effettivo utilizzo, se ciò riflette meglio la produzione di rifiuti imputabile alle diverse unità.

È buona prassi indicare la voce TARI parti comuni separatamente nel rendiconto, così da renderla tracciabile e verificabile in sede di approvazione del bilancio, evitando che venga confusa con altre spese di gestione ordinaria.

Adempimenti e scadenze per l'amministratore

L'amministratore che gestisce la TARI per le parti comuni deve presentare la dichiarazione TARI al comune quando si verificano variazioni rilevanti (nuova destinazione d'uso di un locale comune, variazione della superficie imponibile, cessazione o attivazione del servizio di portierato), rispettando i termini fissati dal regolamento comunale, che tipicamente prevede la presentazione entro il 30 giugno dell'anno successivo alla variazione.

Le scadenze di pagamento sono stabilite da ciascun comune (spesso rate a giugno, settembre e dicembre, con eventuale acconto), quindi vanno sempre verificate sul regolamento locale. Software gestionali come AmministraPro aiutano a tenere traccia delle scadenze, a conservare le delibere di ripartizione e a registrare la voce TARI in modo distinto nel rendiconto, riducendo il rischio di dimenticanze e di contestazioni in assemblea.

Domande frequenti

L'amministratore di condominio deve pagare la TARI per tutti gli appartamenti?

No. Per le singole unità immobiliari private la TARI è dovuta direttamente dal proprietario o dall'occupante (se locatario per oltre sei mesi l'anno), e il comune emette gli avvisi individualmente a ciascun soggetto passivo. L'amministratore diventa soggetto passivo solo per le parti comuni condominiali con autonoma rilevanza reddituale, come locali destinati a portineria o ad altro uso comune imponibile secondo il regolamento comunale.

Chi paga la TARI se l'appartamento è locato?

Se il contratto di locazione ha durata superiore a sei mesi nell'anno solare, il soggetto passivo è l'inquilino, che riceve direttamente l'avviso dal comune. Per locazioni più brevi, o se il contratto non supera questa soglia, resta obbligato il proprietario. Le parti possono comunque accordarsi contrattualmente su chi sostiene economicamente il costo, ma ciò non modifica l'obbligazione tributaria verso il comune.

Come si ripartisce la TARI sull'alloggio del portiere tra i condomini?

Quando l'alloggio è occupato stabilmente dal portiere come parte del rapporto di lavoro, il condominio è generalmente il soggetto passivo per quella superficie e la spesa va ripartita tra i condomini secondo i millesimi di proprietà generale, in base al criterio dell'art. 1123 del codice civile, salvo un criterio diverso deliberato dall'assemblea. Se l'alloggio cessa di essere occupato dal portiere, va comunicato il cambio di destinazione al comune.

Le parti comuni come androni e scale pagano la TARI?

In genere no: gli spazi comuni servienti come androni, vani scala e pianerottoli non sono considerati idonei a produrre rifiuti in modo autonomo e restano esclusi dalla tassazione. Sono invece imponibili i locali comuni di maggiore consistenza destinati a un uso specifico, come una portineria o un'autorimessa condominiale, secondo quanto stabilito dal regolamento comunale IUC, che va sempre verificato caso per caso.

Un gestionale come AmministraPro può aiutare nella gestione della TARI condominiale?

Sì. AmministraPro consente di registrare la voce TARI relativa alle parti comuni come spesa distinta nel rendiconto, di conservare le delibere assembleari di ripartizione e di monitorare le scadenze di dichiarazione e pagamento, offrendo all'amministratore uno storico consultabile utile in caso di verifica del comune o di richieste dei condomini in assemblea.

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