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Guida pratica

Coordinare il segretario nella redazione del verbale

Il verbale non è un adempimento formale, ma il documento che dà prova di ciò che l'assemblea ha deciso e di come vi è arrivata. Di norma il presidente dirige la riunione e il segretario la mette per iscritto, ma i due ruoli lavorano in stretto coordinamento: il presidente detta gli esiti, verifica che i contenuti obbligatori siano riportati e alla fine sottoscrive il documento insieme al segretario. Un verbale ben coordinato registra la costituzione dell'assemblea, l'ordine del giorno, la sintesi della discussione, le proposte votate e gli esiti proclamati con i millesimi. Un verbale lacunoso o impreciso indebolisce le delibere e le espone a contestazioni. Questa guida spiega come il presidente può guidare il segretario perché il verbale sia completo, fedele e difendibile.

Cosa deve contenere il verbale

  1. Data, ora, luogo e tipo di convocazione (prima o seconda).
  2. Nomina del presidente e del segretario.
  3. Elenco dei presenti e dei rappresentati per delega, con i millesimi.
  4. Dichiarazione del quorum costitutivo raggiunto.
  5. Per ogni punto: sintesi della discussione e proposta messa ai voti.
  6. Esito di ciascuna votazione con favorevoli, contrari e astenuti e i millesimi.
  7. Nomi dei condomini dissenzienti e astenuti.
  8. Ora di chiusura e firma del presidente e del segretario.

Chi redige il verbale e con quale ruolo

La redazione materiale del verbale spetta di norma al segretario, nominato dall'assemblea insieme al presidente all'apertura della seduta. Il segretario scrive, ma il presidente sovrintende: è responsabile del fatto che il documento rifletta fedelmente l'andamento della riunione. I due ruoli non sono separati a compartimenti stagni, ma collaborano per tutta la durata dei lavori.

Il presidente detta o comunica in modo chiaro gli esiti delle votazioni, così che il segretario li registri senza margine di interpretazione. Questa collaborazione continua evita che, a fine riunione, si scopra che un dato importante non è stato annotato o è stato riportato in modo impreciso. Il coordinamento tra le due figure è la chiave di un buon verbale.

I contenuti che non possono mancare

Un verbale completo parte dagli elementi di identificazione: data, ora, luogo, tipo di convocazione, nomina delle cariche. Prosegue con la fotografia della costituzione, cioè l'elenco dei presenti e dei delegati con i relativi millesimi e la dichiarazione del quorum raggiunto. Questi dati iniziali sono la base su cui poggia la validità di tutte le delibere.

Per ciascun punto all'ordine del giorno il verbale deve riportare una sintesi della discussione, la proposta messa ai voti e l'esito con favorevoli, contrari e astenuti e i rispettivi millesimi. È essenziale indicare i nomi dei dissenzienti e degli astenuti, perché da questo dato decorrono i termini per l'eventuale impugnazione. Il presidente deve verificare che nessuno di questi elementi manchi prima di chiudere.

Dettare gli esiti in modo inequivocabile

Il momento più delicato è la registrazione dell'esito di ogni votazione. Il presidente, dopo aver proclamato il risultato, deve assicurarsi che il segretario lo trascriva con precisione: proposta approvata o respinta, millesimi e teste della maggioranza, nomi di chi ha votato contro o si è astenuto. Un esito riportato in modo vago o parziale è il punto debole di molti verbali.

È buona prassi che il presidente ripeta l'esito subito dopo la proclamazione, in una forma che il segretario possa trascrivere direttamente. Se durante la trascrizione emerge un dubbio, va chiarito immediatamente, non a fine riunione quando i condomini se ne sono andati. La precisione nella dettatura protegge la delibera.

Le dichiarazioni a verbale dei condomini

Un condomino ha diritto di chiedere che una propria dichiarazione venga messa a verbale, ad esempio per motivare il proprio dissenso o segnalare un aspetto che ritiene rilevante. Il presidente deve accogliere questa richiesta e coordinarsi con il segretario perché la dichiarazione sia riportata in modo fedele, senza sintesi che ne alterino il significato.

Queste annotazioni sono importanti perché lasciano traccia delle posizioni espresse e possono avere rilievo in caso di contenzioso. Il presidente non può rifiutare di verbalizzare una dichiarazione legittima, ma può chiedere che sia contenuta e pertinente. Il coordinamento con il segretario garantisce che ciò che va messo a verbale ci finisca davvero.

Redigere il verbale con il software di gestione

Coordinare presidente e segretario è molto più semplice quando il verbale si costruisce su una traccia strutturata già durante la riunione. Un software di gestione condominiale come AmministraPro consente di predisporre lo scheletro del verbale a partire dall'ordine del giorno, registrare presenze e millesimi, annotare gli esiti man mano che vengono proclamati e generare un documento completo pronto per la firma.

In questo modo il segretario non parte da un foglio bianco e il presidente può verificare in tempo reale che ogni contenuto obbligatorio sia presente. Alla chiusura, il verbale è già ordinato per punti e riporta gli esiti con i millesimi. Le funzioni per la gestione delle assemblee sono descritte nella pagina funzioni e i piani nella pagina prezzi.

Domande frequenti

Chi deve redigere il verbale dell'assemblea?

La redazione materiale spetta di norma al segretario, nominato dall'assemblea insieme al presidente all'apertura. Il presidente però sovrintende ed è responsabile del fatto che il documento rifletta fedelmente l'andamento della riunione. I due ruoli collaborano: il presidente detta gli esiti e verifica i contenuti, il segretario scrive. Alla fine entrambi sottoscrivono il verbale, che la loro firma rende attestazione della regolarità dei lavori.

Quali contenuti non possono mancare nel verbale?

Il verbale deve riportare data, ora, luogo, tipo di convocazione, nomina delle cariche, elenco dei presenti e dei delegati con i millesimi, dichiarazione del quorum raggiunto, per ogni punto la sintesi della discussione, la proposta votata e l'esito con favorevoli, contrari e astenuti e i rispettivi millesimi, oltre ai nomi dei dissenzienti e astenuti. Chiude con l'ora di fine e le firme del presidente e del segretario.

Un condomino può chiedere di mettere a verbale una dichiarazione?

Sì. Il condomino ha diritto di chiedere che una propria dichiarazione venga verbalizzata, ad esempio per motivare il dissenso. Il presidente deve accogliere la richiesta e coordinarsi con il segretario perché la dichiarazione sia riportata in modo fedele, senza sintesi che ne alterino il significato. Può chiedere che sia contenuta e pertinente, ma non può rifiutare di verbalizzare una dichiarazione legittima.

Perché è importante indicare i nomi dei dissenzienti nel verbale?

Perché è da questo dato che decorrono i termini per l'eventuale impugnazione della delibera. Solo i condomini dissenzienti, astenuti o assenti hanno legittimazione a impugnare, quindi il verbale deve indicare con precisione chi ha votato contro e chi si è astenuto, con i relativi millesimi. Un verbale che non riporta questi nomi è lacunoso e rende più incerta la gestione dei termini di impugnazione.

Un software aiuta a redigere il verbale in modo coordinato?

Sì. Costruire il verbale su una traccia strutturata già durante la riunione facilita il coordinamento tra presidente e segretario. AmministraPro, ad esempio, predispone lo scheletro dall'ordine del giorno, registra presenze e millesimi, annota gli esiti man mano e genera un documento completo pronto per la firma. Il segretario non parte da un foglio bianco e il presidente verifica in tempo reale i contenuti. Dettagli nelle pagine funzioni e prezzi.

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