Confronto
Piano base o piano completo del software condominiale
Quasi ogni software per condominio propone più livelli di piano: un piano base a prezzo contenuto e uno o più piani completi con l'intera dotazione. La scelta giusta non è sempre il completo, né sempre il base: dipende da cosa fa davvero lo studio ogni mese. Un piano base può bastare a chi gestisce pochi stabili con esigenze essenziali, mentre chi comunica spesso con i condomini, gestisce assemblee complesse o vuole l'area riservata trova nel piano completo funzioni che riducono il lavoro manuale. Questo confronto aiuta a distinguere le funzioni indispensabili da quelle accessorie, così da scegliere il livello allineato al proprio modo di lavorare, senza pagare per ciò che non serve né restare scoperti.
A confronto
| Criterio | Piano base | Piano completo |
|---|---|---|
| Contabilità e riparto spese | Presenti nelle funzioni essenziali | Presenti con criteri e tabelle più articolati |
| Assemblee e verbali | Spesso limitati o assenti | Completi con quorum, deleghe e convocazioni |
| Comunicazioni e area riservata | Ridotte o non incluse | Incluse, con notifiche e consultazione autonoma |
| Numero di condomini gestibili | Talvolta limitato da soglie | Ampio o senza limiti pratici |
| Adatto a | Pochi stabili con esigenze minime | Studi attivi con più condomini e più adempimenti |
Cosa distingue di solito i due piani
La differenza tra base e completo non è casuale: riflette il livello di complessità della gestione. Il piano base copre di norma le funzioni fondamentali, anagrafica, contabilità e riparto delle spese, sufficienti a tenere i conti di uno stabile semplice. Il piano completo aggiunge gli strumenti che servono quando la gestione cresce: assemblee strutturate, comunicazioni ai condomini, area riservata, gestione documentale più ricca.
Capire dove passa questa linea è il primo passo. Non tutte le funzioni del completo servono a tutti, ma alcune, come la gestione delle assemblee secondo gli articoli 66 e 67 delle disposizioni di attuazione o il rendiconto conforme all'articolo 1130-bis, sono difficilmente rinunciabili per chi amministra in modo professionale.
Quando il piano base è sufficiente
Il piano base non è una scelta di ripiego. Per chi gestisce uno o pochi stabili, magari con poche unità e procedure consolidate, le funzioni essenziali coprono la maggior parte del lavoro. Tenere la contabilità, ripartire le spese e produrre i documenti di base può bastare quando la comunicazione con i condomini è diretta e i volumi sono contenuti.
In questi casi, pagare per un piano completo significherebbe sostenere un costo per funzioni raramente usate. La regola è onesta: il piano giusto è quello che copre ciò che si fa davvero, non quello con più voci nel listino. Restare sul base è sensato finché non emergono esigenze ricorrenti che il base non soddisfa.
Quando conviene passare al completo
Alcuni segnali indicano che il piano base sta diventando stretto. Quando compaiono con regolarità, il tempo speso a compensare i limiti del base supera la differenza di prezzo con il completo.
- Aumenta il numero di condomini gestiti e con esso la mole di adempimenti
- Le assemblee richiedono gestione di quorum, deleghe e verbali strutturati
- I condomini chiedono di consultare documenti e posizione contabile in autonomia
- Le comunicazioni diventano frequenti e servono tracciabilità e notifiche
- Il piano base impone soglie sul numero di stabili o di unità gestibili
L'errore di scegliere solo sul prezzo
Scegliere il piano guardando solo al prezzo mensile porta a due errori speculari. Il primo è prendere il base per risparmiare e poi lavorare a mano su ciò che il piano non copre, perdendo più tempo di quanto si risparmi. Il secondo è prendere il completo per sicurezza e pagare funzioni che non si useranno mai.
La valutazione corretta parte dalle attività reali dello studio, non dal listino. Elencare cosa si fa ogni mese e verificare quale piano lo copre senza lavoro manuale dà una risposta più affidabile del confronto tra i prezzi. Un piano leggermente più caro che elimina ore di lavoro ripetitivo è quasi sempre più conveniente di uno economico che le lascia sul tavolo.
Come decidere in modo pratico
Il metodo utile è provare a mappare un mese tipo: quante assemblee, quante comunicazioni, quanti condomini, quante richieste di documenti. Su questa base si capisce se le funzioni essenziali del base bastano o se servono quelle del completo. È anche opportuno considerare la crescita prevista, per non dover cambiare piano subito dopo averne scelto uno troppo stretto.
AmministraPro propone piani a livelli crescenti, così ogni studio sceglie la dotazione allineata al proprio volume di gestione, con la possibilità di salire di piano quando le esigenze cambiano. Le funzionalità di ciascun livello sono descritte nella pagina /funzioni e i piani con i relativi costi nella pagina /prezzi, per confrontare cosa è incluso in ciascuno prima di decidere.
Domande frequenti
Come capire se il piano base è sufficiente per il mio studio?
Mappando un mese tipo di lavoro: quanti condomini gestisci, quante assemblee tieni, quante comunicazioni invii e quante richieste di documenti ricevi. Se le funzioni essenziali, anagrafica, contabilità e riparto, coprono queste attività senza costringerti a lavorare a mano su ciò che manca, il base è sufficiente. Se emergono esigenze ricorrenti che il base non soddisfa, è il segnale per valutare il completo.
Quali funzioni del piano completo sono difficilmente rinunciabili?
Quelle legate agli adempimenti dell'amministratore professionale: la gestione delle assemblee con quorum, deleghe e verbali secondo gli articoli 66 e 67 delle disposizioni di attuazione, il rendiconto conforme all'articolo 1130-bis, le comunicazioni tracciabili e l'area riservata per i condomini. Sono attività ricorrenti che, se gestite a mano, erodono più tempo di quanto costi il piano che le include.
Conviene prendere subito il piano completo per sicurezza?
Non sempre. Prendere il completo per prudenza significa pagare funzioni che potrebbero non servire mai, se lo studio gestisce pochi stabili con esigenze minime. La scelta corretta parte dalle attività reali, non dalla paura di restare scoperti. Se le funzioni del completo non trovano un uso concreto nel lavoro quotidiano, il base resta la scelta più coerente, con la possibilità di salire quando serve.
Cambiare piano più avanti è complicato?
Nei software cloud il passaggio tra piani è in genere semplice e non comporta perdita di dati, perché si tratta di abilitare o disabilitare funzioni sulla stessa base. Questo rende ragionevole partire dal piano allineato alle esigenze attuali e salire quando la gestione cresce, invece di sovradimensionare la scelta iniziale. Conviene comunque verificare in anticipo le condizioni di upgrade con il fornitore.
Il piano base limita il numero di condomini gestibili?
Dipende dal fornitore. Alcuni piani base impongono soglie sul numero di stabili o di unità gestibili, altri no. È un punto da verificare prima di scegliere, perché una soglia raggiunta durante l'anno costringerebbe a un passaggio di piano non pianificato. Chi prevede di crescere dovrebbe considerare questo limite tra i criteri di scelta, non solo il prezzo mensile.
Prova AmministraPro
Contabilità, ripartizioni millesimali, assemblee, comunicazioni e intelligenza artificiale in un unico software italiano, conforme a UNI 10801 e GDPR.
