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Normativa pratica

La solidarietà nel pagamento delle spese condominiali

Quando un'unità immobiliare cambia proprietario, le spese condominiali non pagate non spariscono automaticamente insieme al vecchio proprietario. L'articolo 63 delle disposizioni di attuazione del Codice civile prevede infatti una forma di solidarietà tra chi vende e chi acquista, limitata all'anno in corso e ai due precedenti. Questa regola tutela la liquidità del condominio e da' all'amministratore uno strumento concreto per recuperare gli arretrati anche dopo un rogito. Per acquirenti, venditori, notai e amministratori conoscere con precisione come funziona questa responsabilità solidale, cosa rientra nel biennio e cosa ne resta fuori, e come gestire il passaggio di consegne contabile, è essenziale per evitare contenziosi e sorprese in bolletta condominiale.

Cosa dice davvero l'articolo 63 disp att

L'articolo 63 delle disposizioni di attuazione del Codice civile stabilisce che chi cede diritti su un'unità immobiliare resta obbligato in solido con il nuovo proprietario per i contributi relativi all'anno in corso e ai due anni precedenti. In pratica, se un'unità viene venduta nel 2026, all'acquirente possono essere richiesti i contributi non versati approvati per il 2026, il 2025 e il 2024, anche se quelle delibere erano già state approvate prima della vendita.

La ratio della norma è dare al condominio un debitore solvibile a cui rivolgersi, dato che agire contro un ex proprietario che ha già lasciato lo stabile, magari trasferendosi altrove, è spesso poco praticabile. La solidarietà non cancella il debito del venditore: l'amministratore può comunque agire nei suoi confronti, ma ha in più la possibilità di richiedere la somma all'acquirente, che a sua volta potrà rivalersi sul venditore secondo le regole ordinarie di diritto civile.

Va precisato che il biennio si conta da quando l'assemblea ha approvato la spesa, non da quando è stata emessa la fattura o eseguito il lavoro. Questa distinzione è importante per ricostruire correttamente quali spese rientrano davvero nella finestra di responsabilità solidale.

Venditore e acquirente: chi deve cosa

Nella pratica, i notai richiedono all'amministratore un certificato sulla situazione contabile dell'unità immobiliare rispetto al condominio, documento normalmente utilizzato prima della stipula del rogito. Questo certificato dovrebbe elencare i contributi approvati e non versati per l'anno in corso e i due precedenti, oltre a eventuali lavori straordinari già deliberati dall'assemblea.

Gli acquirenti dovrebbero sempre richiedere questo certificato prima di concludere l'acquisto: senza di esso rischiano di ereditare debiti che non conoscevano, perché la solidarietà prevista dall'art 63 opera a prescindere da quanto pattuito privatamente tra le parti nel contratto di compravendita. Un eventuale accordo privato che ripartisce diversamente le spese tra venditore e acquirente è valido tra loro, ma non vincola il condominio, che può comunque rivolgersi al debitore più facilmente raggiungibile.

Per le spese relative agli anni precedenti al biennio, la responsabilità resta generalmente solo di chi era proprietario dell'unità quando l'assemblea ha approvato quella spesa, e l'amministratore deve rivolgersi direttamente a quell'ex proprietario invece che al nuovo.

Gestire il subentro tra amministratore, venditore e acquirente

Un passaggio di consegne contabile ordinato riduce sensibilmente i contenziosi. Le buone prassi per l'amministratore includono comunicare tempestivamente il cambio di proprietà una volta stipulato il rogito, aggiornando l'anagrafica condominiale con i dati del nuovo proprietario come previsto dall'art 1130 del Codice civile, ed emettere un estratto conto chiaro con i contributi approvati, gli importi versati e i saldi residui, suddivisi per anno, prima della chiusura della compravendita.

Significa anche conservare una traccia documentale precisa di quando ciascuna spesa è stata approvata dall'assemblea, perché questa data determina se rientra o meno nel biennio di solidarietà, e comunicare separatamente con venditore e acquirente una volta registrato il trasferimento, così che gli estratti conto futuri arrivino al proprietario attuale mentre gli arretrati pregressi restano tracciabili verso entrambi.

Perché registri accurati contano per il recupero crediti

Recuperare gli arretrati da un debitore solidale funziona solo se l'amministratore può dimostrare, con date e verbali assembleari, quali spese rientrano nel biennio e quali no. Registri ambigui o incompleti indeboliscono la posizione del condominio e possono rallentare il recupero anche in sede giudiziale.

Un software che tiene traccia delle spese approvate, delle ripartizioni e dello stato dei pagamenti per unità e per anno, come AmministraPro, aiuta gli amministratori a produrre rapidamente questa documentazione e a gestire il certificato richiesto dai notai senza dover ricostruire a mano vecchi verbali e fatture.

Domande frequenti

Per quanto tempo il venditore resta responsabile in solido delle spese condominiali dopo la vendita?

In base all'articolo 63 delle disposizioni di attuazione del Codice civile, il venditore resta obbligato in solido con l'acquirente per le spese relative all'anno in corso e ai due anni precedenti la vendita. Le spese approvate dall'assemblea prima di questo arco temporale restano di esclusiva responsabilità di chi era proprietario dell'unità quando furono approvate, e l'amministratore deve rivolgersi direttamente a quell'ex proprietario.

L'acquirente può essere costretto a pagare debiti che il venditore non ha dichiarato?

Sì, la solidarietà prevista dall'art 63 opera indipendentemente da accordi privati tra venditore e acquirente o da quanto dichiarato al momento della vendita. Proprio per questo l'acquirente dovrebbe richiedere all'amministratore, prima del rogito, un certificato con i contributi approvati e non versati per l'anno in corso e i due precedenti. Se emergono debiti non dichiarati, all'acquirente può essere richiesto il pagamento al condominio, salvo poi rivalersi separatamente sul venditore.

Il biennio si conta dalla data della fattura o dalla data di approvazione assembleare?

Si conta dalla data in cui l'assemblea ha approvato la spesa, non dalla data della fattura né da quando i lavori sono stati eseguiti. È un punto spesso frainteso: un lavoro straordinario fatturato in ritardo ma approvato entro il triennio rilevante rientra comunque nella solidarietà, mentre una vecchia spesa già approvata e fatturata tardi non allunga la finestra.

Cosa deve fornire l'amministratore quando un'unità viene venduta?

L'amministratore dovrebbe rilasciare un estratto conto dell'unità con i contributi approvati, gli importi versati e i saldi residui suddivisi per anno, oltre a eventuali lavori straordinari già deliberati dall'assemblea. Questo documento, generalmente richiesto tramite il notaio che segue la compravendita, è lo strumento pratico che permette a venditore e acquirente di conoscere la propria esposizione ai sensi dell'art 63 prima del trasferimento.

Come aiuta un software a gestire in pratica le situazioni di solidarietà?

Tenere traccia di quali spese sono state approvate in quale anno, e del loro stato di pagamento per singola unità, è ciò che rende il biennio applicabile in concreto e non solo sulla carta. Un gestionale come AmministraPro organizza ripartizioni, date di approvazione e pagamenti per ogni unità immobiliare, così l'amministratore può produrre estratti conto accurati per i notai e agire verso i debitori solidali con un supporto documentale chiaro, senza dover ricostruire a mano vecchi verbali assembleari.

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