Consumo volontario e involontario del riscaldamento
Le spese di riscaldamento centralizzato si dividono tra quota a consumo e quota fissa. Ecco la differenza tra consumo volontario e involontario e la regola del 50% introdotta dal D.Lgs 73/2020.
In questa guida
Nel riscaldamento condominiale centralizzato la spesa si divide in due componenti: il consumo volontario, che dipende dalle scelte del singolo condòmino su quanto e quando scaldare, e il consumo involontario, che riguarda le dispersioni dell'impianto e non dipende dai comportamenti individuali. Il D.Lgs. 73/2020 stabilisce che almeno il 50% del costo complessivo del servizio vada attribuito ai consumi effettivi volontari, misurati dai contabilizzatori, mentre la parte restante è ripartita come quota fissa. Capire questa distinzione è la chiave per un riparto corretto.
Che cos'è il consumo volontario
Il consumo volontario è la quota di energia termica che ciascun condòmino decide di prelevare regolando i propri corpi scaldanti. Chi apre di più le valvole termostatiche, tiene i termosifoni accesi più a lungo o imposta temperature elevate consuma di più e paga una quota maggiore. Questa componente viene misurata dai contabilizzatori installati sui radiatori o dai contatori di calore, ed è la parte della spesa che premia i comportamenti virtuosi e responsabilizza chi spreca.
Che cos'è il consumo involontario
Il consumo involontario è l'energia che l'impianto disperde indipendentemente dalle scelte dei singoli. Comprende le perdite di calore delle tubazioni che attraversano le parti comuni, la dispersione della centrale termica, il calore che transita nei muri e nei solai tra appartamenti confinanti. Nessun condòmino può azzerare questi consumi, perché derivano dalla struttura dell'impianto e dell'edificio: per questo vengono ripartiti su tutti in modo fisso, di norma in base ai millesimi di riscaldamento o ad altri parametri oggettivi come la potenza installata o la superficie.
La regola del 50% e la fine dell'obbligo UNI 10200
Fino al 2020 la norma tecnica UNI 10200 costituiva il riferimento vincolante per ripartire le spese, determinando le quote attraverso una diagnosi energetica dell'edificio. Il D.Lgs. 73/2020 ha modificato l'art. 9 del D.Lgs. 102/2014 eliminando il richiamo esplicito alla UNI 10200 come obbligo: oggi la legge impone che almeno il 50% del costo complessivo del servizio sia attribuito ai consumi volontari, lasciando all'assemblea maggiore libertà nella scelta del criterio per la quota fissa restante.
Come si ripartiscono in concreto le spese
La procedura di riparto segue alcuni passaggi ricorrenti:
- Si determina il costo totale del servizio (combustibile o energia, gestione, manutenzione)
- Si separa la quota a consumo volontario, misurata dai contabilizzatori, che deve valere almeno il 50%
- Si ripartisce la quota volontaria in proporzione alle letture individuali dei dispositivi
- Si ripartisce la quota fissa involontaria secondo i millesimi di riscaldamento o il criterio deliberato
- Si sommano le due componenti per ottenere la spesa a carico di ciascuna unità
Perché la quota fissa non si può azzerare
Alcuni condòmini vorrebbero pagare solo ciò che consumano, azzerando la quota fissa. Non è possibile, e non sarebbe equo: chi tiene i termosifoni spenti beneficia comunque del calore che filtra dagli appartamenti vicini e dalle colonne montanti, e l'impianto deve restare funzionante e a norma per tutti. La quota fissa distribuisce proprio questi costi condivisi e le dispersioni strutturali, evitando che pesino solo su chi accende i radiatori.
Il ruolo della delibera assembleare
L'assemblea approva ogni anno il consuntivo del riscaldamento e può stabilire il criterio per la quota fissa, purché rispetti il vincolo minimo del 50% a consumo. Una delibera che ripartisse la spesa solo sui millesimi, ignorando le letture dei contabilizzatori, sarebbe contraria alla normativa e impugnabile. L'amministratore ha quindi il compito di presentare tabelle chiare che mostrino separatamente quota volontaria e quota involontaria, così che ogni condòmino comprenda come è stata calcolata la propria spesa.
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Scritto dalla Redazione AmministraPro
La redazione di AmministraPro segue da vicino la normativa condominiale, la contabilità e gli strumenti digitali per amministratori e studi.
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