Installazione del videocitofono condominiale
Il passaggio dal citofono tradizionale al videocitofono richiede una delibera assembleare, attenzione alle regole sulla privacy per le immagini raccolte e criteri chiari di ripartizione dei costi tra i condomini.
Read this article in EnglishL'installazione videocitofono condominio è tra gli interventi di ammodernamento più richiesti dai condomini negli ultimi anni, perché unisce un miglioramento della sicurezza percepita a un aggiornamento tecnologico dell'impianto citofonico spesso datato. Non si tratta però di una semplice sostituzione tecnica: comporta scelte assembleari, valutazioni sulla privacy delle immagini raccolte e un riparto delle spese che va definito con attenzione fin dal principio.
Perché sostituire il citofono con un videocitofono
Il videocitofono aggiunge alla funzione audio del citofono tradizionale la possibilità di vedere chi si presenta all'ingresso, riducendo il rischio di aprire a persone non identificate e migliorando la sicurezza percepita dai residenti. È inoltre spesso l'occasione per aggiornare un impianto citofonico obsoleto, magari con componenti non più reperibili sul mercato, integrando funzioni aggiuntive come l'apertura da remoto tramite smartphone o la registrazione delle chiamate.
La natura dell'intervento: innovazione o manutenzione
Dal punto di vista giuridico, la sostituzione del citofono con un videocitofono è generalmente qualificata come innovazione, poiché introduce una funzionalità nuova rispetto all'impianto preesistente, e non una semplice manutenzione straordinaria. Questa qualificazione incide sulla maggioranza necessaria in assemblea: si applicano le regole dell'articolo 1136 del Codice civile per le innovazioni, che richiedono un numero di voti favorevoli superiore a quello delle delibere ordinarie, calcolato sia per teste sia per millesimi.
La delibera assembleare
La delibera deve indicare con chiarezza il tipo di impianto scelto, il preventivo di spesa, l'eventuale ditta incaricata e le modalità di ripartizione dei costi. È opportuno che l'ordine del giorno espliciti la proposta in modo dettagliato, evitando formule generiche come genericamente indicato, per prevenire future contestazioni sulla validità della delibera stessa. Nelle assemblee in cui la proposta suscita perplessità sui costi, è utile presentare più preventivi comparabili per far scegliere ai condomini con cognizione di causa.
Aspetti di privacy delle riprese
Un videocitofono con telecamera che riprende l'ingresso condominiale rientra, a determinate condizioni, nella disciplina applicabile ai sistemi di videosorveglianza, soprattutto se le immagini vengono registrate e conservate. Occorre quindi valutare se sia necessaria un'informativa agli utenti dell'ingresso, limitare l'inquadratura all'area strettamente funzionale all'identificazione del visitatore ed evitare che la telecamera riprenda spazi pubblici o proprietà altrui oltre il necessario. Quando l'apparecchio si limita alla sola visualizzazione in tempo reale senza registrazione, gli obblighi sono generalmente più contenuti, ma la scelta tecnica va comunque valutata con attenzione prima dell'installazione.
- Inquadratura limitata all'area di ingresso, non a spazi pubblici o privati esterni
- Valutazione se prevedere registrazione delle immagini e per quanto tempo conservarle
- Informativa sintetica visibile all'ingresso, se previsto un sistema di registrazione
- Accesso alle immagini riservato a soggetti autorizzati
Chi può accedere al citofono digitale
I videocitofoni moderni spesso integrano funzioni di gestione centralizzata, con la possibilità per l'amministratore o per una ditta di assistenza di programmare i nominativi, abilitare o disabilitare utenze in caso di cambio di inquilino, e gestire codici di apertura temporanei per fornitori o corrieri. È bene che il contratto di manutenzione dell'impianto chiarisca chi ha accesso a queste funzioni e con quali responsabilità, soprattutto quando l'app di gestione richiede dati personali dei residenti.
Ripartizione delle spese tra i condomini
Le spese per l'installazione del videocitofono, trattandosi di un impianto che serve l'accesso comune all'edificio, si ripartiscono generalmente secondo i millesimi di proprietà generale, salvo diversa previsione del regolamento condominiale. Se l'edificio ha più portoni o scale con impianti citofonici distinti, il costo può essere suddiviso solo tra i condomini che utilizzano effettivamente quell'accesso, analogamente a quanto avviene per altre spese legate a impianti serventi solo una parte dello stabile.
Manutenzione e assistenza dopo l'installazione
Una volta installato, il videocitofono richiede una manutenzione periodica dei componenti elettronici, spesso più delicati rispetto al citofono tradizionale a sola voce. È utile stipulare un contratto di assistenza con la ditta installatrice, che comprenda interventi in caso di guasto e aggiornamenti software per i modelli connessi a rete, in modo da evitare che un singolo malfunzionamento lasci l'ingresso privo del servizio per settimane.
Programmare correttamente l'intervento, dalla delibera assembleare alla gestione delle spese fino al contratto di manutenzione, è più semplice con un gestionale che tenga traccia di preventivi, verbali e riparti in modo organizzato. AmministraPro mette a disposizione degli amministratori questi strumenti: nella pagina delle funzionalità sono descritte le funzioni per la gestione delle innovazioni e dei fornitori, mentre nella sezione prezzi sono indicati i piani disponibili per ogni tipo di studio.
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