Contestazione della nomina del presidente dell'assemblea
La riunione si apre e già si litiga su chi deve presiedere. Ecco come avviene la nomina del presidente, quali sono i suoi poteri e come gestire una contestazione.
In questa guida
Il presidente dell'assemblea condominiale viene eletto dai presenti, di norma come primo adempimento della riunione, a maggioranza dei votanti. Non è una figura imposta dal Codice civile in ogni caso, ma la prassi consolidata e la funzione di garanzia lo rendono quasi sempre necessario. I suoi poteri sono di direzione e non di decisione: verifica la costituzione, dirige la discussione, conta i voti e sottoscrive il verbale. Contestare la sua nomina è possibile, ma per invalidare le delibere occorre dimostrare un pregiudizio concreto sui lavori.
Come si nomina il presidente
All'apertura, prima di entrare nel merito dell'ordine del giorno, l'assemblea designa chi la presiede. La scelta avviene per acclamazione o con votazione a maggioranza dei presenti, calcolata per teste secondo la prassi organizzativa interna. Può essere presidente un qualsiasi condomino o un delegato; di solito non lo è l'amministratore, che assume più spesso il ruolo di segretario verbalizzante o di relatore tecnico. La nomina va sempre indicata a verbale con l'esito della votazione.
Quali poteri ha e quali no
Il presidente ha un ruolo di garante dell'ordinato svolgimento. Verifica deleghe e quorum, apre e chiude la discussione su ciascun punto, dà la parola, mette ai voti e proclama i risultati. Non ha invece alcun potere decisionale autonomo: non può approvare o respingere una proposta al posto dell'assemblea, non può escludere un condomino, non può modificare l'ordine del giorno. Le decisioni restano sempre dell'organo collegiale a maggioranza.
- Verifica la regolare costituzione e la validità delle deleghe
- Dirige la discussione e regola i turni di parola
- Mette ai voti le proposte e proclama l'esito
- Sottoscrive il verbale insieme al segretario
- Non decide al posto dell'assemblea né esclude i partecipanti
Quando la nomina viene contestata
La contestazione nasce di solito quando una parte teme che il presidente designato sia troppo vicino alla maggioranza o all'amministratore. È un timore legittimo, ma va incanalato: chi contesta può chiedere di verbalizzare l'opposizione e proporre un candidato alternativo, sul quale l'assemblea vota. Se la maggioranza conferma la scelta, la nomina è valida. Il dissenso resta agli atti e potrà essere fatto valere in seguito, ma non blocca la riunione.
La contestazione invalida le delibere?
Non automaticamente. Un'irregolarità nella nomina del presidente rileva solo se ha inciso concretamente sulla formazione della volontà assembleare. Se il presidente, pur contestato, ha diretto i lavori in modo corretto, ha fatto discutere tutti e ha contato bene i voti, le delibere reggono. Diverso è il caso in cui la conduzione sia stata parziale: parola negata alla minoranza, voti conteggiati in modo errato, punti messi ai voti senza discussione. In quel caso il vizio non è tanto la nomina, quanto la scorretta conduzione, ed è quello a poter fondare l'impugnazione.
Presidente e segretario: due ruoli distinti
Il verbale è firmato dal presidente e dal segretario, che spesso è l'amministratore. Tenere distinti i due ruoli aiuta a garantire imparzialità: il presidente conduce, il segretario redige. Se una sola persona accentra entrambe le funzioni la contestazione trova terreno più facile, perché viene meno la reciproca verifica. Nelle assemblee delicate è buona prassi che il presidente sia un condomino diverso dall'amministratore, così da separare la direzione della riunione dalla redazione degli atti.
Gestire la nomina senza frizioni
Il modo migliore per evitare contestazioni è la trasparenza: annunciare in convocazione che il primo punto è la nomina del presidente e del segretario, verbalizzare l'esito della votazione e dare spazio a chi vuole proporre alternative. Con AmministraPro l'amministratore predispone la convocazione con l'ordine del giorno completo, registra presenze e votazioni in modo tracciato e genera un verbale ordinato che dà atto della nomina e del suo esito. Trovi le funzioni su /funzioni e i piani su /prezzi.
Gestisci il condominio con AmministraPro
Contabilità, assemblee, comunicazioni e IA in un unico software italiano conforme a UNI 10801 e GDPR.
Scritto dalla Redazione AmministraPro
La redazione di AmministraPro segue da vicino la normativa condominiale, la contabilità e gli strumenti digitali per amministratori e studi.
Leggi anche
Revisione delle tabelle millesimali: assemblea e consenso
Le tabelle millesimali non sono immutabili. L'articolo 69 delle disposizioni di attuazione distingue i casi in cui bastano la maggioranza assembleare e quelli in cui occorre il consenso di tutti.
LeggiCalcolo del quorum: teste e millesimi in assemblea
Il quorum in condominio non si calcola solo sui millesimi né solo sulle teste, ma combinando i due parametri. Vediamo passo passo come verificare la validità della costituzione e delle delibere.
LeggiImpugnare la delibera di approvazione del rendiconto
Il condomino che ritiene viziata la delibera di approvazione del rendiconto può impugnarla davanti al giudice. Vediamo il termine di trenta giorni dell'art. 1137, chi è legittimato ad agire, la differenza tra nullità e annullabilità e i vizi più frequenti.
Leggi