Ritardo nel recupero crediti: rischi per l'amministratore
L'amministratore deve agire per riscuotere i contributi non pagati. Il ritardo che porta alla prescrizione del credito o all'insolvenza del debitore può fondare la sua responsabilità verso il condominio. Ecco cosa prevede la legge.
In questa guida
L'amministratore che non agisce tempestivamente per il recupero dei contributi non pagati può rispondere del danno se il credito si prescrive o il debitore diventa insolvente. L'art. 1130 del Codice civile gli impone di riscuotere i contributi, mentre l'art. 63 delle disposizioni di attuazione prevede che agisca per la riscossione forzosa entro un termine dalla chiusura dell'esercizio, salvo espressa dispensa dell'assemblea. L'inerzia colpevole che provoca la perdita del credito è quindi fonte di responsabilità.
L'obbligo di agire contro i morosi
La riscossione dei contributi non è una facoltà, ma un dovere dell'amministratore. L'art. 63 delle disposizioni di attuazione del Codice civile gli riconosce lo strumento del decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo sulla base dello stato di ripartizione approvato, e gli impone di attivarsi per la riscossione forzosa delle somme dovute dai morosi entro un termine dalla chiusura dell'esercizio nel quale il credito è compreso, a meno che l'assemblea non lo dispensi espressamente. Questo assetto conferma che di fronte alla morosità l'amministratore deve muoversi, non aspettare.
Perché il ritardo è pericoloso
Il tempo lavora contro il credito. Con il decorrere del tempo il debitore può perdere la capacità patrimoniale, cedere l'immobile, essere assoggettato a procedure concorsuali o far maturare la prescrizione. Un credito lasciato dormiente per anni rischia di diventare inesigibile: quando ciò accade per l'inerzia dell'amministratore, la perdita si traduce in un danno per il condominio, che ha visto svanire una somma che avrebbe potuto recuperare agendo in tempo.
Prescrizione dei contributi condominiali
I crediti del condominio per i contributi si estinguono per prescrizione se non vengono fatti valere entro il termine previsto dalla legge. Il termine decorre dal momento in cui il contributo è esigibile e può essere interrotto con atti idonei, come la richiesta scritta di pagamento o la notifica del decreto ingiuntivo. L'amministratore diligente tiene sotto controllo le scadenze e interrompe la prescrizione prima che maturi. Lasciare spirare il termine senza compiere alcun atto è una delle omissioni che più facilmente conducono alla sua responsabilità.
Quando l'amministratore risponde del danno
Perché sorga responsabilità non basta il ritardo: serve un danno concreto e il nesso con l'inerzia. Le situazioni tipiche sono queste.
- Credito prescritto per mancato compimento di atti interruttivi.
- Decreto ingiuntivo mai richiesto verso un moroso poi divenuto nullatenente.
- Ipoteca o pignoramento non tempestivi con perdita del grado o del bene.
- Insinuazione al passivo omessa in una procedura concorsuale del debitore.
- Sollecitazioni verbali senza alcun atto scritto idoneo a interrompere i termini.
Il ruolo dell'assemblea e la dispensa
L'assemblea può decidere consapevolmente di attendere prima di intraprendere un'azione legale, per esempio per valutare un piano di rientro del moroso, e può dispensare l'amministratore dall'obbligo di agire entro il termine di legge. In questo caso l'amministratore che si attiene alla scelta assembleare non risponde del ritardo, perché la decisione è stata assunta dall'organo competente. È fondamentale, però, che la scelta risulti dal verbale: portare la morosità all'assemblea e farne verbalizzare le determinazioni è il modo con cui l'amministratore condivide la responsabilità con i condòmini.
Gestione ordinata della morosità
La difesa passa da un monitoraggio costante. Un quadro aggiornato delle posizioni debitorie, con l'anzianità di ciascun credito e le scadenze di prescrizione, consente di intervenire con i solleciti, i piani di rientro e, quando necessario, l'azione legale, senza lasciare invecchiare le somme dovute. Documentare ogni passaggio, dai solleciti scritti al conferimento del mandato al legale, permette all'amministratore di dimostrare di avere agito con la diligenza richiesta.
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Scritto dalla Redazione AmministraPro
La redazione di AmministraPro segue da vicino la normativa condominiale, la contabilità e gli strumenti digitali per amministratori e studi.
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