I tipi di condominio: classificazione e regole applicabili
Non esiste un solo modello di condominio. Dal classico edificio verticale al condominio orizzontale di villette, dal condominio minimo con due proprietari al supercondominio: ecco come si classificano e quali regole si applicano a ciascuna tipologia.
In questa guida
Il condominio è un'unica figura giuridica, ma si presenta in forme diverse a seconda della struttura dell'immobile e del numero dei proprietari. La classificazione più utile distingue il condominio verticale, quello orizzontale, il condominio minimo, il condominio parziale e il supercondominio. In tutti i casi la disciplina di base è quella degli articoli 1117 e seguenti del Codice civile, ma alcune regole pratiche cambiano a seconda della tipologia. Conoscere le differenze aiuta a gestire correttamente parti comuni, spese e assemblee.
Condominio verticale: il modello classico
Il condominio verticale è quello a cui si pensa spontaneamente: un edificio sviluppato in altezza, diviso in piani e appartamenti appartenenti a proprietari diversi, con parti comuni come le fondazioni, i muri maestri, le scale, il tetto e l'ascensore. È la forma tipica cui si riferiscono direttamente le norme del Codice civile. Le presunzioni di comunione dell'articolo 1117 e i criteri di ripartizione degli articoli 1123, 1124 e 1126 nascono pensando proprio a questa struttura.
Condominio orizzontale: villette e case a schiera
Il condominio orizzontale si ha quando le unità si sviluppano in orizzontale, come villette affiancate o case a schiera, ciascuna autonoma ma con alcune parti in comune. La Cassazione ha chiarito che è sufficiente la presenza di parti comuni indicate dall'articolo 1117, come il viale d'accesso, il cancello, il parcheggio, il giardino, la rete fognaria o idrica, per configurare il condominio, a prescindere dallo sviluppo in altezza. A questa tipologia si applicano le stesse norme del condominio verticale, in quanto compatibili con l'assenza di un edificio unico.
Condominio minimo: due soli proprietari
Il condominio minimo è quello formato da due soli proprietari. Nonostante il numero ridotto, si applicano le norme sul condominio: esistono parti comuni, obblighi di contribuzione e regole sulle decisioni. Il vero problema pratico del condominio minimo è il possibile stallo decisionale quando i due condomini non si accordano, perché non è possibile formare una maggioranza. In questi casi, per gli atti di gestione necessari, la soluzione è il ricorso all'autorità giudiziaria, che decide in luogo dell'assemblea bloccata.
Condominio parziale: parti comuni solo a un gruppo
Il condominio parziale non è un edificio a sé, ma una situazione interna al condominio: alcune parti servono soltanto una porzione dell'edificio e non tutti i condomini. È il caso di una scala o di un impianto che serve solo alcune unità. Per quelle parti, le spese gravano unicamente sui condomini che ne traggono utilità, secondo l'articolo 1123, terzo comma, e alle relative decisioni partecipano e votano solo i condomini interessati. È una figura importante per non far pagare a tutti ciò che serve a pochi.
Supercondominio: più edifici, beni comuni condivisi
Il supercondominio è la struttura che collega più condomini distinti, ciascuno autonomo, che condividono beni o servizi comuni a tutto il complesso: viali, impianti, aree a verde, portineria. Ogni condominio conserva la propria assemblea e amministrazione, mentre per la gestione dei beni sovraordinati esistono regole specifiche, tra cui la nomina di rappresentanti dei singoli condomini per le decisioni sull'ordinaria amministrazione dei servizi comuni. La ripartizione delle spese comuni segue i valori proporzionali dei condomini che ne beneficiano.
- Verticale: edificio in altezza, disciplina piena del Codice civile
- Orizzontale: villette o case a schiera con parti comuni ex art. 1117
- Minimo: due proprietari, rischio di stallo risolto dal giudice
- Parziale: parti al servizio di un solo gruppo, spese e voto ai soli interessati
- Supercondominio: più condomini con beni comuni sovraordinati
Perché la classificazione conta nella gestione
Individuare la tipologia corretta non è un esercizio teorico: determina chi paga le spese, chi vota le decisioni e quali tabelle millesimali usare. Un errore di inquadramento porta a riparti sbagliati e a delibere impugnabili. In molti complessi convivono più figure insieme, ad esempio un supercondominio composto da condomini orizzontali con al loro interno parti soggette a condominio parziale.
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Scritto dalla Redazione AmministraPro
La redazione di AmministraPro segue da vicino la normativa condominiale, la contabilità e gli strumenti digitali per amministratori e studi.
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