Canone unico patrimoniale su insegne e pubblicità in condominio
Dal 2021 il canone unico patrimoniale ha sostituito i vecchi tributi su pubblicità e occupazione. Ecco quando è dovuto per insegne e spazi pubblicitari su facciate e parti comuni del condominio.
In questa guida
Il canone unico patrimoniale, introdotto dalla legge 160 del 2019 e in vigore dal 2021, ha sostituito i precedenti tributi comunali su pubblicità e occupazione, tra cui l'imposta sulla pubblicità, il diritto sulle pubbliche affissioni e i canoni per l'occupazione di spazi. In condominio rileva quando insegne, cartelli o messaggi pubblicitari sono esposti su facciate e parti comuni, oppure quando spazi comuni sono concessi a terzi per finalità pubblicitarie. La concessione di questi spazi va deliberata dall'assemblea e richiede le autorizzazioni previste.
Cos'è il canone unico patrimoniale
Con i commi da 816 a 836 della legge di bilancio per il 2020 è stato istituito, a decorrere dal 2021, il canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria. Il canone unico ha razionalizzato in un unico prelievo una pluralità di tributi comunali che prima gravavano separatamente sull'occupazione di suolo e sulla diffusione di messaggi pubblicitari. Ogni Comune disciplina l'applicazione del canone con un proprio regolamento, definendo tariffe, superfici e modalità.
Quando rileva in condominio
Il canone diventa rilevante per il condominio in due situazioni tipiche. La prima è l'esposizione di insegne, targhe o cartelli sulle parti comuni, per esempio sulla facciata o sul muro perimetrale, quando il messaggio è visibile da spazi pubblici. La seconda è la concessione a terzi di spazi comuni per l'installazione di mezzi pubblicitari, come un cartellone o un totem, a fronte di un corrispettivo. In entrambi i casi si genera un rapporto con il Comune per il canone e, spesso, un provento per il condominio.
La delibera assembleare è indispensabile
L'uso delle parti comuni per finalità pubblicitarie incide sul godimento del bene condominiale e, quando comporta la concessione stabile a terzi, richiede una decisione dell'assemblea. È necessario che il conferimento di spazi comuni ad attività pubblicitarie sia approvato in assemblea, nel rispetto delle competenze dell'organo e delle norme sul decoro architettonico e sull'uso della cosa comune, ai sensi delle disposizioni del Codice civile sulla comunione e sul condominio.
- Delibera assembleare per concedere spazi comuni a fini pubblicitari.
- Rispetto del decoro architettonico e dell'uso legittimo della cosa comune.
- Autorizzazione preventiva dell'ente competente per l'installazione.
- Canone unico patrimoniale dovuto secondo il regolamento comunale.
- Eventuale corrispettivo per il condominio da ripartire tra i condomini.
Le autorizzazioni per insegne e cartelli
L'installazione di cartelli, insegne o altri mezzi pubblicitari visibili dall'esterno è soggetta ad autorizzazione preventiva dell'ente competente, che nella maggior parte dei casi è il Comune, secondo le regole del Codice della strada per gli spazi che interferiscono con la viabilità. L'autorizzazione riguarda la collocazione, le dimensioni e la durata dell'installazione, ed è distinta dal canone, che rappresenta il prelievo dovuto per l'esposizione o l'occupazione.
Canone dovuto e provento del condominio
Occorre distinguere due profili economici. Da un lato il canone unico patrimoniale dovuto al Comune, il cui obbligato è individuato dal regolamento comunale in base al soggetto che espone o occupa lo spazio. Dall'altro il corrispettivo che il terzo eventualmente versa al condominio per usare la parte comune: questo provento appartiene ai condomini in proporzione ai millesimi e va ripartito e, se dovuto, dichiarato come reddito dai singoli comproprietari. Tenere separati i due flussi evita confusione tra costo tributario e ricavo del condominio.
La gestione ordinata degli spazi pubblicitari
Concedere una porzione di facciata o un muro comune per la pubblicità è un'opportunità di reddito per il condominio, ma richiede una gestione attenta: la delibera, il contratto con il terzo, le autorizzazioni, il canone comunale e la ripartizione del provento. Documentare ogni passaggio protegge l'amministratore e assicura ai condomini piena trasparenza sull'uso del bene comune e sui relativi effetti economici.
Con un gestionale come AmministraPro l'amministratore può archiviare il contratto pubblicitario, tracciare le scadenze del canone e delle autorizzazioni, contabilizzare il provento e ripartirlo tra i condomini per millesimi. Le funzioni per contratti, scadenze e contabilità sono descritte su /funzioni, con i piani disponibili su /prezzi.
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Scritto dalla Redazione AmministraPro
La redazione di AmministraPro segue da vicino la normativa condominiale, la contabilità e gli strumenti digitali per amministratori e studi.
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