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Fiscale3 min di lettura

Ritenuta d'acconto sul compenso dell'amministratore

Il compenso dell'amministratore è reddito di lavoro autonomo: il condominio trattiene il 20% e lo versa. Ecco calcolo, codice tributo, scadenze e CU.

In questa guida

Il compenso pagato all'amministratore di condominio è, di regola, reddito di lavoro autonomo. Su di esso il condominio, in qualità di sostituto d'imposta, applica la ritenuta d'acconto del 20 per cento prevista dall'articolo 25 del DPR 600/1973, la versa all'Erario e la certifica. In pratica l'amministratore incassa il compenso già decurtato della ritenuta, che poi recupera in dichiarazione dei redditi scomputandola dall'IRPEF dovuta.

Perché il compenso è soggetto a ritenuta

L'attività dell'amministratore, sia esercitata in forma professionale sia occasionale, genera un reddito di lavoro autonomo. L'articolo 25 del DPR 600/1973 impone a chi corrisponde compensi per prestazioni di lavoro autonomo di operare una ritenuta a titolo di acconto. Poiché il condominio è sostituto d'imposta, questo obbligo grava su di esso e viene adempiuto dall'amministratore stesso, che in questo caso agisce per conto dell'ente che rappresenta.

La ritenuta del 20% è distinta da quella del 4% sugli appalti di opere e servizi: la prima riguarda il lavoro autonomo, la seconda le prestazioni rese da imprese. Confonderle è uno degli errori più frequenti.

Come si calcola il 20%

La ritenuta si applica sul compenso imponibile. Vediamo un esempio concreto con un professionista con partita IVA soggetto alla gestione separata INPS.

  • Compenso professionale: 2.000 euro
  • Contributo integrativo o rivalsa, se dovuto, secondo la cassa di appartenenza
  • Ritenuta 20% sul compenso imponibile: 400 euro
  • Netto pagato all'amministratore: compenso più eventuali rivalse, meno la ritenuta
  • IVA aggiunta in fattura se l'amministratore opera con partita IVA in regime ordinario

La ritenuta non aumenta il costo per il condominio: è una quota del compenso che viene versata allo Stato per conto dell'amministratore. Attenzione al regime forfettario: chi vi aderisce non subisce ritenuta d'acconto, perché il suo reddito è già assoggettato a imposta sostitutiva. In quel caso l'amministratore indica in fattura che il compenso non è soggetto a ritenuta ai sensi della normativa sul regime forfettario, e il condominio non trattiene nulla.

Il codice tributo 1040 e il versamento

La ritenuta sul lavoro autonomo si versa con il modello F24, sezione Erario, indicando il codice tributo 1040, riferito alle ritenute su redditi di lavoro autonomo e sui compensi per l'esercizio di arti e professioni. Il versamento va effettuato entro il giorno 16 del mese successivo a quello del pagamento del compenso. A differenza della ritenuta del 4% sugli appalti, per il compenso dell'amministratore non opera la soglia dei 500 euro con cadenza semestrale: vale la regola ordinaria del versamento mensile entro il 16.

Certificazione Unica e modello 770

Il condominio deve rilasciare all'amministratore la Certificazione Unica con l'indicazione del compenso corrisposto e della ritenuta operata, e inserire l'operazione nel modello 770. La CU va consegnata al percipiente e trasmessa all'Agenzia delle Entrate entro il 16 marzo dell'anno successivo; il 770 si presenta entro il 31 ottobre. Sono documenti che l'amministratore utilizza per la propria dichiarazione dei redditi.

Il compenso va deliberato dall'assemblea

Sul piano civilistico, il compenso dell'amministratore deve essere specificato al momento dell'accettazione dell'incarico, a pena di nullità della nomina, come previsto dall'articolo 1129 del Codice civile. Una delibera chiara sul compenso, comprensiva di eventuali attività straordinarie, evita contestazioni e rende trasparente anche il trattamento fiscale delle somme corrisposte.

Errori da evitare

Gli sbagli più comuni sono: applicare la ritenuta a un amministratore in regime forfettario, dimenticare di operarla su un compenso occasionale, usare il codice tributo degli appalti al posto del 1040, versare oltre il giorno 16. In caso di versamento omesso o tardivo si può ricorrere al ravvedimento operoso, con sanzione ridotta e interessi legali proporzionati al ritardo.

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Scritto dalla Redazione AmministraPro

La redazione di AmministraPro segue da vicino la normativa condominiale, la contabilità e gli strumenti digitali per amministratori e studi.