Spese a cavallo di due esercizi in condominio
Bollette, contratti e lavori spesso attraversano la fine dell'esercizio. Vediamo come attribuire ciascuna quota all'anno di competenza, evitando che un condòmino paghi due volte o non paghi affatto.
In questa guida
Una spesa a cavallo di due esercizi è un costo che matura in parte in un anno di gestione e in parte in quello successivo. Capita spesso in condominio: una bolletta bimestrale che copre dicembre e gennaio, un contratto di manutenzione annuale che scade a metà anno, un lavoro iniziato a novembre e concluso a febbraio. Attribuire ciascuna quota all'esercizio corretto è essenziale perché il conguaglio sia equo: senza questa attenzione un condòmino rischia di pagare due volte lo stesso periodo, oppure di non pagarlo affatto se nel frattempo è cambiato il proprietario.
Perché il momento della spesa conta
Il rendiconto condominiale, secondo la lettura consolidata dell'articolo 1130-bis del Codice civile, segue un criterio misto. Il registro di contabilità annota gli esborsi per cassa, cioè nel momento del pagamento, ma la nota sintetica e la situazione patrimoniale devono tenere conto della competenza economica, cioè del periodo a cui la spesa si riferisce. Per le spese ordinarie e ricorrenti, quando maturano a cavallo di due esercizi, occorre stabilire quale parte del costo compete a ciascun anno, indipendentemente dalla data in cui la fattura viene materialmente pagata.
Come si ripartisce nel tempo una spesa
Il criterio più semplice e trasparente è la ripartizione proporzionale ai giorni o ai mesi di competenza. Se una bolletta bimestrale di 600 euro copre dicembre e gennaio, 300 euro competono all'esercizio che si chiude e 300 a quello che si apre. Se un contratto annuale di 1.200 euro pagato a luglio copre dodici mesi, all'esercizio solare in corso ne competono i mesi effettivamente coperti. Questa suddivisione va calcolata prima della chiusura e documentata, così che chiunque possa ricostruire il ragionamento.
- Individua il periodo effettivo coperto dalla spesa, non la data della fattura.
- Calcola la quota di competenza di ciascun esercizio in proporzione ai giorni o ai mesi.
- Imputa a ciascun anno solo la sua quota, lasciando l'altra come rateo.
- Annota nella nota sintetica il criterio adottato, per rendere il conguaglio verificabile.
Ratei e risconti applicati al condominio
Nel linguaggio contabile la quota di una spesa che compete a un esercizio diverso da quello in cui si manifesta finanziariamente si chiama rateo o risconto. Un rateo passivo è un costo già maturato ma non ancora pagato alla chiusura, per esempio la parte di una fornitura del bimestre a cavallo. Un risconto attivo è un costo già pagato ma che si riferisce all'esercizio successivo, per esempio una polizza annuale saldata in anticipo. In condominio non è necessario applicare uno schema di bilancio complesso, ma il principio serve: la spesa va attribuita al periodo che la genera, non a quello in cui esce dalla cassa.
L'effetto sul conguaglio e sui condòmini
La corretta imputazione temporale diventa cruciale quando cambiano i proprietari o quando il preventivo di un anno è molto diverso da quello successivo. Se una spesa di competenza del nuovo esercizio viene addebitata a quello vecchio, il conguaglio di fine anno risulta gonfiato per i condòmini presenti alla chiusura e più leggero per quelli dell'anno seguente. Nei passaggi di proprietà l'effetto è ancora più delicato: la quota di competenza fino alla data del rogito grava sul venditore, quella successiva sull'acquirente. Sbagliare l'esercizio significa attribuire il costo alla persona sbagliata.
Lavori straordinari a cavallo di due anni
I lavori straordinari che iniziano in un esercizio e terminano nel successivo meritano un'attenzione particolare. Qui non conta il momento del pagamento del fornitore, ma l'obbligazione assunta con la delibera assembleare e lo stato di avanzamento. La spesa è di competenza dell'esercizio in cui l'intervento viene deliberato e realizzato; i fondi accantonati per finanziarlo vanno tenuti distinti dalla gestione ordinaria e riportati come poste dedicate finché il lavoro non è concluso e rendicontato.
Buone pratiche per non sbagliare
Alcune abitudini rendono la gestione delle spese a cavallo molto più solida e riducono le contestazioni in assemblea.
- Leggere sempre il periodo di riferimento indicato in fattura, non fermarsi alla data.
- Conservare i contratti pluriennali per ricostruire la competenza di ogni annualità.
- Descrivere nella nota sintetica ogni ripartizione temporale rilevante.
- Verificare i passaggi di proprietà avvenuti nell'anno, per attribuire le quote al soggetto giusto.
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Scritto dalla Redazione AmministraPro
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